Basilica di San Giovanni Maggiore

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Un gioiello d'arte nel cuore della città antica: dal dicembre 2011 la Basilica di San Giovanni Maggiore è stata restituita al culto e alla città di Napoli, per volontà del Cardinale Arcivescovo Crescenzio Sepe, che, in occasione del Giubileo straordinario del 2011, ha affidato la struttura alla Fondazione dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli. Per oltre 42 anni la Basilica era rimasta chiusa e la sua presenza era caduta nell'oblio.

Si tratta di uno dei complessi architettonici più articolati ed affascinanti di Napoli, caratterizzato da straordinarie stratificazioni, dal periodo classico a quello paleocristiano, passando poi alle complesse modifiche intervenute in epoca medioevale, in età rinascimentale, barocca, fino alle più recenti dei secoli Diciannovesimo e Ventesimo. Insomma, un autentico palinsesto - per citare il celebre saggio del 1971 di Peter Gunn, dedicato a Napoli - carico di storia e di testimonianze archeologiche, tecnico-costruttive e storico-artistiche.

La suggestione di questo complesso, del resto, affonda le sue radici nel mito: una consolidata tradizione vuole infatti che la Basilica sorga sul luogo dove avrebbe trovato sepoltura la Sirena Partenope, a cui gli antichi attribuivano la fondazione della città di Napoli.

Ora questo monumento è diventato, grazie all'impegno della Fondazione dell'Ordine degli ingegneri di Napoli, il cuore pulsante del centro antico della città, con positive ricadute sia in termini di vivibilità che di richiamo turistico.

La Basilica, inoltre, in sintonia con la volontà espressa dal Cardinale Sepe, sta diventando anche un presidio per attività di servizio e di inclusione sociale, rivolte soprattutto alle fasce più deboli e svantaggiate.

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